L'aumento dei prezzi investe anche il mondo Nintendo: i nuovi titoli per Switch 2 costeranno significativamente di più rispetto alla generazione precedente. La casa di Kyoto ha ufficializzato che i giochi digitali saranno commercializzati a 80 dollari, mentre le copie fisiche raggiungeranno i 90 dollari. Un cambiamento rilevante che si riflette anche sul mercato europeo, dove i prezzi toccheranno rispettivamente gli 80 e i 90 euro, come confermato dalla documentazione già presente sul sito ufficiale Nintendo.
La notizia ha generato immediate reazioni sui social media. L'utente @elesnicho ha condiviso uno screenshot che mostra Mario Kart World, presumibilmente uno dei titoli di lancio, con un cartellino di 89,99 euro per la versione fisica. Un aumento che, sebbene previsto da molti analisti del settore, ha comunque sorpreso per la sua entità.
Mario Kart World a 89,99€ en físico.
— Elesnicho (@elesnicho) April 2, 2025
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L'incremento dei costi di sviluppo rappresenta la principale giustificazione dietro questa decisione. Negli ultimi dieci anni, le spese per la creazione di videogiochi di punta sono aumentate esponenzialmente, con budget che spesso superano quelli di produzioni cinematografiche hollywoodiane. Nonostante questo trend, i prezzi dei giochi erano rimasti relativamente stabili, rendendo quasi inevitabile un aggiustamento.
Ciò che preoccupa maggiormente gli appassionati è l'effetto domino che potrebbe scatenarsi nell'industria. Con Nintendo che stabilisce questo nuovo standard, è probabile che altri publisher seguano l'esempio, rendendo gli 80-90 dollari la nuova norma per i titoli AAA. Una tendenza che potrebbe trasformare radicalmente l'accessibilità del medium videoludico.
Già lo scorso anno circolavano voci secondo cui Grand Theft Auto 6 di Take-Two Interactive avrebbe potuto infrangere la barriera psicologica dei 100 dollari per copia. Sebbene la mossa di Nintendo non raggiunga questa soglia, potrebbe comunque legittimare strategie di prezzo ancora più aggressive in futuro, soprattutto per i titoli più attesi. Donkey Kong, per esempio, costerà 80 euro e non 90.
Resta da vedere come risponderanno i consumatori a questa nuova politica dei prezzi. Alcuni analisti suggeriscono che potrebbe accelerare ulteriormente la transizione verso modelli di business alternativi, come abbonamenti stile Game Pass o acquisti in-game, mentre altri temono che possa semplicemente ridurre il numero di titoli acquistati dal giocatore medio, concentrando le vendite su pochi blockbuster di successo.
La decisione di Nintendo potrebbe anche riflettere una strategia più ampia legata al lancio della nuova console. Presentando fin dall'inizio prezzi più elevati, l'azienda potrebbe evitare aumenti successivi che sarebbero stati percepiti ancora più negativamente dalla community. Una mossa rischiosa ma potenzialmente vantaggiosa nel lungo periodo per stabilizzare le aspettative del mercato.