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Pro
- Dungeon davvero ben fatti
- Divertente e rilassante
- Ambientazioni riuscite
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Contro
- Nulla di veramente nuovo
- Talvolta un po' troppo legnoso
Il verdetto di Tom's Hardware
Solitamente i videogiochi ci catapultano in mondi completamente differenti dal nostro. Incantesimi, mostri di ogni sorta, innovazioni strabilianti, differenti linee temporali e molto altro ancora: sono difatti un’infinità gli elementi che possono rendere il tutto più magico e, perché no, talvolta anche surreale. Ma cosa succederebbe se fosse solo una piccola cittadina in un mondo altrimenti normale a dotarsi di queste caratteristiche straordinarie? Cosa accadrebbe se di punto in bianco una fino ad allora tranquilla località di montagna sulle Alpi Austriache venisse invasa da creature folkloristiche, dungeon e abilità magiche? Probabilmente, almeno in uno scenario ipotetico, verrebbe evacuata a tempo zero e messa in quarantena, cercando di salvaguardare la salute di tutti agli abitanti. Per Dungeons of Hinterberg, titolo a metà tra un dungeon crawler e un social sim in uscita oggi su PC, Xbox e Game Pass, le cose andrebbero però in un modo ben diverso.
Abbiamo recensito il gioco con il seguente PC:
- GPU: Zotac RTX 3070 Twin Edge OC
- MOBO: Asus ROG STRIX Z370-F
- RAM: G.Skill Trident Z RGB 16GB DDR4 3200MHz
- CPU: Intel i5 8600k 3.6 GHZ
- SSD: Sabrent SSD 2TB Rocket NVMe PCIe M.2 2280
- Tastiera: Corsair K70 LUX LED Rosso Cherry MX Brown
- Mouse: Fnatic Flick 2
- Cuffie: Logitech G930
- Monitor: Samsung C27HG 70 Quad HD 144Hz HDR
Delle vacanze differenti
Nel titolo di Microbird e Curve Games, infatti, dopo l’arrivo del sovrannaturale a Hinterberg, una fino ad allora amena località di montagna, le autorità hanno deciso di prendere la palla al balzo e puntare sull’aspetto turistico, rendendolo il paradiso di esploratori e avventurieri, vogliosi di andare all’avventura ed evadere dal tran-tran di tutti i giorni. Tra di essi Luisa, una giovane con una forte necessità di staccare qualche settimana dal suo lavoro in uno studio legale e che ha deciso di provare l’ebbrezza di esplorare dungeon, scovare tesori e, perché no, anche sconfiggere qualche krampus. Poco dopo il suo arrivo delle strane scosse di terremoto cominciano però a scuotere la zona, facendo presagire l’arrivo di qualche nuovo cambiamento.
Come vi abbiamo accennato in apertura di recensione, Dungeons of Hinterberg è un gioco a metà tra un dungeon crawler e un social sim, dove le fasi più dinamiche di esplorazione, puzzle solving e combattimento si amalgamano insieme ad altre sezioni dal ritmo più compassato dove saremmo chiamati a esplorare la simpatica cittadina del gioco e interagire con i suoi numerosi abitanti. Una formula di gioco già vista altrove e che nel titolo di Microbird convince, seppur non risultando né particolarmente sviluppata né innovativa in nessuna delle due sue due anime.
Prima di addentrarci più nel dettaglio nelle varie caratteristiche del gioco è però necessario spiegare come si svolge Dungeons of Hinterberg. Il titolo è diviso in giornate, in ognuna delle quali potremmo dedicarci a tutta una serie di attività. Mentre il sole è alto il nostro obiettivo sarà quello di girare per le varie zone di gioco ed esplorare i diversi dungeon, mentre nel tardo pomeriggio avremmo tempo per bighellonare nella cittadina e perderci tra i suoi vari negozi. La sera, infine, è dedicata per fare la conoscenza dei vari npg del gioco e aumentare la nostra sintonia con loro. Un leitmotiv che prosegue con qualche piccola variazione dall’inizio alla fine e che fa da subito sentire a casa.
Zaino in spalla e spada in mano
Il sistema di combattimento, che si sviluppa con gli oramai arcinoti attacchi leggeri e pesanti con tanto di schivata e attacchi speciali, è tutto sommato basilare e talvolta anche leggermente legnoso. Non fraintendeteci: complessivamente funziona bene e non ci ha mai annoiato, ma è innegabile come una pulizia maggiore non avrebbe nuociuto. Molto interessante è invece il poter modificare gli attacchi speciali a piacimento, così come il fatto che le magie differiscono di location in location. I primi possono infatti essere sostituiti con altri trovati nei vari dungeon o acquistati nei negozi presenti a Hinterberg, mentre le abilità magiche sono proprie di ogni zona di gioco e possono essere usate solamente lì e nei rispettivi dungeon.
Non manca ovviamente la possibilità di cambiare equipaggiamento né tantomeno altre meccaniche da gioco di ruolo, come quella che prevede ad esempio di incastonare determinate gemme per potenziare le proprie caratteristiche. Insomma, il sistema di combattimento e ruolistico di Dungeons of Hinterberg è decisamente tradizionale e non particolarmente stratificato, ma è in ogni caso perfettamente in linea con quello che Microbird vuole raccontare, ossia un titolo creato per intrattenere e divertire e che non ha velleità di ambire a diventare il nuovo Skyrim o Dragon’s Dogma.
La bellezza della montagna
Il maggior punto di forza di Dungeons of Hinterberg sono le varie ambientazioni, dungeon compresi. All’interno del titolo sono infatti presenti quattro differenti aree, tra di loro decisamente diverse, ognuna delle quali contiene al suo interno più dungeon. Per quanto non estesi, e spesso e volentieri anche fin troppo lineari, i vari livelli sono davvero belli da esplorare, sia a livello estetico che per quando riguarda il portarli a termine.
Ognuno di essi propone infatti una chiave di lettura differente, capace di far variare sensibilmente l’esperienza complessiva, toccando spesso e volentieri anche punti abbastanza alti a livello artistico. Ognuno di questi dungeon, inoltre, è fortemente contraddistinto da puzzle ambientali, che possono essere risolti tramite l’utilizzo delle magie della zona in questione.
Sotto tale punto di vista il lavoro della software house è quindi encomiabile ed è davvero carino l’effetto che fa dal passare dalle tutto sommato realistiche zone principali ai surreali dungeon, dove cambi di inquadratura, effetti speciali e altro ancora sconvolgono ogni volta le carte in tavola in un modo differente. Non abbiamo problemi ad affermare come anche solo per tali motivi un salto su Dungeons of Hinterberg valga decisamente la pena, soprattutto considerando come sia disponibile fin dal giorno di lancio su Game Pass.
Il momento del relax
Una volta conclusasi la fase più avventuriera della giornata, cominciano in Dungeons of Hinterberg dei momenti più tranquilli e dediti alle meccaniche da social sim del gioco. In tali fasi è possibile girovagare tranquillamente tra i vari quartieri della davvero bella località turistica, perdendosi per negozietti e scorci da favola. Dopo aver fatto compere e aver migliorato l’equipaggiamento di Luisa, è infine possibile prima di coricarsi interagire con i numerosi personaggi che animano Hinterberg.
Tra di essi gente del posto, avventurieri e persone di ogni sorta, che rendono il paese un piccolo melting pot che ben val la pena esplorare. Far aumentare il livello di relazione con i vari personaggi non è complesso e basterà la maggior parte delle volte decidere di passare del tempo con loro e far loro qualche piccolo dono. Ogni diverso npc, inoltre, ci darà accesso a dei bonus, come una salute maggiore o l’accesso alla modalità foto, quando intrecceremo con lui un rapporto sempre più fitto. Scegliere con chi passare le serate dipende insomma anche da che benefici vorremmo ottenere e non solo da quale relazione ci intriga di più.
Così come le fasi esplorative e di combattimento, anche in quelle da social sim Dungeons of Hinterberg non offre meccaniche particolarmente sviluppate o innovative, ma si adagia anzi placido in un qualcosa di tradizionale e confortevole. Il che non è assolutamente un male, dato che il tutto è davvero ben coeso insieme e riesce a far sentire subito a casa il giocatore. Proprio come una vacanza in montagna, insomma, dove sì fatica sì, ma ci si gode anche il panorama e tutto il ben di Dio che la natura ha da offrire.
Stile artistico e aspetto tecnico
Piccola chiosa finale sull’aspetto tecnico e artistico. Il secondo, per quanto piacevole e sicuramente peculiare, non convince sempre appieno e certe volte, soprattutto sugli elementi più lontani, sembra troppo poco definito. Da segnalare, infine, anche qualche piccolo calo di framerate, soprattutto durante i combattimenti quando si utilizzano abilità più complesse e contraddistinte da movimenti particolarmente veloci da parte di Luisa.