Alcune cartucce di giochi per Switch 2 saranno "vuote"

A quanto pare alcuni giochi fisici per Nintendo Switch 2 non conterranno il gioco, ma solo una licenza per scaricare il gioco.

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a cura di Andrea Riviera

Managing Editor

Il mercato videoludico continua la sua inesorabile marcia verso la digitalizzazione, e questa volta è Nintendo a segnare un punto di svolta con una decisione che farà discutere i puristi del formato fisico. La casa di Kyoto ha rivelato che per Nintendo Switch 2 (qua su dove preordinarla al miglior prezzo), la sua prossima console, alcuni giochi "fisici" non conterranno affatto il software sulla cartuccia, ma funzioneranno come semplici chiavi per sbloccare il download digitale. Una mossa che, se da un lato risponde a esigenze tecniche, dall'altro solleva interrogativi sulla reale proprietà dei contenuti che acquistiamo e sulla loro conservazione a lungo termine.

Secondo quanto riportato in una pagina di supporto sul sito ufficiale Nintendo, questi nuovi supporti chiamati "game-key card" funzioneranno come una sorta di ponte tra il mondo fisico e quello digitale. "Dopo aver scaricato il gioco, potrai giocarci inserendo la game-key card nel sistema e avviandolo come una normale cartuccia fisica", spiega la documentazione ufficiale. Sulla confezione di vendita sarà presente un'apposita indicazione che avviserà i consumatori della natura particolare del prodotto acquistato.

Il passaggio a questo sistema, per quanto possa sembrare una novità dirompente, rappresenta in realtà l'evoluzione di pratiche già sperimentate in passato. Anche sulla Switch originale esistevano titoli venduti in formato "fisico" che contenevano solo un codice di download, sebbene questa pratica fosse meno diffusa rispetto alle piattaforme concorrenti. La differenza sostanziale è che ora la cartuccia stessa fungerà da chiave di autenticazione, richiedendo comunque la sua presenza nella console per avviare il gioco scaricato.

Non è un caso che Nintendo abbia deciso di equipaggiare Switch 2 con 256 GB di memoria interna - un incremento di otto volte rispetto ai miseri 32 GB del modello originale. L'azienda sembra aver compreso che gli spazi di archiviazione rappresentano oggi una risorsa fondamentale tanto quanto la potenza di calcolo. E con titoli come Cyberpunk 2077, in arrivo sulla nuova console, che superano i 50 GB di installazione (senza contare le espansioni), le limitazioni fisiche delle cartucce diventano evidenti.

Le cartucce per Switch originale raggiungevano un massimo di 32 GB, una capacità inadeguata per molti giochi moderni. La soluzione ibrida delle game-key card potrebbe quindi rappresentare un compromesso necessario per portare titoli più complessi su Switch 2 senza richiedere lo sviluppo di supporti fisici più costosi e capienti.

Per gli appassionati di supporti fisici, categoria in cui mi includo personalmente, questa transizione rappresenta un ulteriore passo verso l'eliminazione della proprietà tangibile. La possibilità di prestare, scambiare o rivendere i propri giochi - uno dei vantaggi principali del formato fisico - viene compromessa quando il gioco esiste principalmente come download legato a un account digitale, con la cartuccia che funge da semplice chiave di autenticazione.

La mossa di Nintendo riecheggia la controversa strategia presentata da Microsoft con Xbox One oltre un decennio fa, quando il gigante di Redmond propose un sistema simile che fu accolto con forte scetticismo dai consumatori. Da allora, tuttavia, il panorama è cambiato radicalmente, con servizi in abbonamento come Game Pass e PlayStation Plus che hanno normalizzato l'idea dell'accesso temporaneo ai contenuti piuttosto che della proprietà permanente.

Domande sulla conservazione digitale

Il nodo più problematico rimane quello della conservazione a lungo termine. Cosa accadrà quando, tra dieci o quindici anni, i server dedicati a Switch 2 verranno spenti? Sarà ancora possibile scaricare i giochi acquistati? E se la game-key card si danneggia, si perde l'accesso al software che rappresenta? Sono domande a cui Nintendo non ha ancora fornito risposte chiare.

A differenza del passato, almeno Nintendo sembra aver risolto i problemi più immediati legati al suo ecosistema online. Non siamo più nell'era del 3DS, quando perdere la console significava perdere tutti i propri acquisti digitali. L'infrastruttura online dell'azienda è migliorata sensibilmente negli anni, rendendo più affidabile la gestione della libreria digitale.

Microsoft ha lavorato attivamente per migliorare la percezione della proprietà digitale, mentre piattaforme come Steam hanno dimostrato una notevole longevità, mantenendo accessibili giochi di sviluppatori e publisher ormai scomparsi dal mercato. Nintendo, tradizionalmente più conservatrice sul fronte digitale, sembra ora pronta a seguire questa strada.

Resta da vedere quanto sarà diffuso l'utilizzo delle game-key card. Potrebbero rappresentare l'eccezione piuttosto che la regola, riservate solo ai titoli troppo voluminosi per essere contenuti interamente su cartuccia. Ma anche se la logica tecnica è comprensibile, questo non significa che tutti gli appassionati saranno felici di accettare questa evoluzione che allontana ulteriormente il videogioco dalla sua dimensione fisica e collezionabile.

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