TDK scalda gli hard disk, pronta la testina del futuro

TDK ha realizzato una testina di scrittura per la tecnologia heat-assisted magnetic recording (HAMR). Parte così la corsa a sostituire l'attuale perpendicular magnetic recording, che tra qualche anno raggiungerà il limite nella densità di archiviazione dati.

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a cura di Manolo De Agostini

La giapponese TDK si avvicina alla tecnologia heat-assisted magnetic recording (HAMR) per raddoppiare la capacità degli hard disk. L'azienda ha realizzato una testina dotata di un laser necessario a scaldare aree precise e di piccole dimensioni sul piatto di registrazione, in modo da poter scrivere bit con densità sempre più elevate.

Per questo si parla di registrazione magnetica assistita dal calore. L'attuale tecnologia perpendicular magnetic recording (registrazione magnetica perpendicolare, PRM) raggiungerà i propri limiti entro poco tempo, si parla di una o due generazioni, per cui le aziende del settore stanno lavorando su nuove strade. Con l'aumentare della densità i piatti perdono infatti la loro capacità di trattenere in modo stabile la direzione magnetica di ogni bit, incappando nel cosiddetto limite superparamagnetico.

Grazie alla testina HAMR di TDK potrebbe essere possibile realizzare un hard disk da 2,5 pollici con una capacità di due terabyte, composto da piatti da 1 TB. Oggi il limite nel settore dei notebook è un terabyte, raggiunti con due piatti da 500 GB e una densità areale di 744,1 Gbit per pollice quadrato. Con la soluzione di TDK avremmo una densità areale di 1,5 Tbit. Applicando questo metodo di registrazione a un disco a quattro piatti da 3,5 pollici, si potrebbe avere un modello da otto terabyte.

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C'è chi però pensa che da sola la tecnologia HAMR non sarà sufficiente per aumentare la densità al punto richiesto dal mercato, per cui potrebbe entrare in gioco la soluzione Bit Patterned Media, spinta da Hitachi (ora parte di Western Digital). In questo caso si prevede la creazione di dischi i cui domini magnetici sono preparati in anticipo (preformattazione), con tecniche che permettono di ridurre ulteriormente le loro dimensioni e la distanza che li separa. In passato però si parlava di costi aggiuntivi derivanti dall'uso di un procedimento litografico anziché di uno strato di pellicola.

Al momento siamo quindi nel campo delle prove, anche perché non è chiaro il prezzo delle testine HAMR e quando vedremo i primi prodotti. L'intera industria dovrà lavorare per far sì che gli hard disk basati sulla futura tecnologia di registrazione - HAMR o BPM che sia - abbiano prezzi in linea, o comunque non troppo distanti, dalle soluzioni attuali. Gli hard disk hanno un invidiabile rapporto tra capacità e prezzo, e perderlo significherebbe lasciare spazio agli SSD, che su questi due parametri stanno facendo passi, forse non da gigante, ma comunque avanti.

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