Capacità che vanno oltre il semplice video
Oltre alla capacità di catturare e registrare flussi video, Arlo Q incorpora anche un microfono e un altoparlante che si possono usare per monitorare un ambiente e comunicare con chi si trova vicino alla camera.
Il gain del microfono (la sua sensibilità) è davvero molto elevato e questo causerà nelle prime prove una serie di falsi positivi in quanto anche rumori provenienti dall'esterno o dagli altri appartamenti innescheranno le notifiche che, per impostazione di default, sono attive sia per quello che riguarda il rilevamento di movimento sia per la registrazione di eventi audio.

Le notifiche si possono, ovviamente, far scattare anche dal solo rilevamento di movimento nel campo inquadrato, ma il microfono torna comunque utile in quanto si può ascoltare in diretta sul proprio smartphone quanto viene catturato, contribuendo a chiarire cosa stia succedendo nella zona sorvegliata anche nel caso in cui le immagini non siano sufficienti.
Perché un altoparlante su di una camera di sorveglianza?
Come abbiamo già accennato, la camera Arlo Q monta anche un altoparlante al quale possiamo inviare la nostra voce tramite l'interfaccia Web o la app sullo smartphone.
Stenterete a crederci, ma questa è una delle funzioni più amate da chi è costretto a lasciare il proprio animale domestico a casa per lunghi periodi della giornata. Collegandosi alla camera e chiamando il fedele compagno, ci si può accertare della sua buona salute e confortarlo.
Ovviamente, questa stessa funzione torna utile nel cercare di spaventare eventuali ladri e altri malintenzionati in caso venissero colti in flagrante, minacciandoli di chiamare le forze dell'ordine.

Il software, aspetto spesso sottovalutato…
Sebbene la camera abbia parecchia elettronica al suo interno che gestisce tutta la parte video, la comunicazione con il cloud di Netgear e addirittura l'intensità dei flussi video per evitare di sovraccaricare la connessione internet quando ci sono altri dispositivi che ne fanno un uso interno, non è possibile collegarsi direttamente al server interno della camera, né usare programmi di gestione esterni disponibili in Rete (come l'ottimo iSpy).
Questa scelta è stata compiuta, secondo quanto ci ha detto il VP di Netgear Pat Collins durante la presentazione del prodotto, per evitare problemi di sicurezza su di un prodotto molto delicato in termini di privacy.
Una scelta comprensibile, ma che limita molto le opzioni dato che tutte le funzioni sono a questo punto disponibili esclusivamente attraverso l'interfaccia web e l'app disponibile per iOS e Android.

Entrambe funzionano molto bene, ma soffrono di limiti evidenti che si spera Netgear vada a colmare in breve tempo.