I chip salvi dai dazi di Trump, almeno per ora

I semiconduttori sono esenti dai nuovi dazi di Trump, almeno per il momento. PC e tech però sono ancora a forte rischio.

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a cura di Marco Pedrani

Caporedattore centrale

I nuovi dazi di Trump fanno tremare tutto il settore tech, oltre a quello dell'auto. Il ritorno alla politica protezionistica, che già aveva caratterizzato il primo mandato della presidenza Trump, ha visto tassazioni elevatissime per alcuni paesi, con il 34% per la Cina e il 46% per il Vietnam.

I semiconduttori sembrano però essersi salvati, almeno per il momento. Questa particolare categoria di prodotti sarà infatti esente dai dazi, ma per quanto tempo godranno di questi benefici?

Secondo quanto riportato da un corrispondente di Reuters, i semiconduttori prodotti in Europa, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e persino Cina non saranno soggetti ai nuovi dazi. Si tratta di una decisione cruciale per il mercato PC, considerando che Taiwan – che avrebbe dovuto affrontare tariffe del 32% – ospita TSMC, il principale produttore mondiale di chip avanzati. Questa esenzione rappresenta una boccata d'ossigeno per aziende fabless come AMD, Nvidia e Qualcomm, che si affidano principalmente alla fonderia taiwanese per la produzione.

L'esenzione però riguarda esclusivamente i semiconduttori in quanto tali. I materiali utilizzati nella produzione di hardware per PC, come l'alluminio, saranno comunque soggetti alle nuove tariffe, con probabili ripercussioni sui prezzi finali dei prodotti. Il quadro si complica ulteriormente considerando che, stando alle dichiarazioni di Max Cherney di Reuters, l'amministrazione Trump starebbe già preparando tariffe separate specifiche per i semiconduttori e per altri materiali, come il rame.

Il Vietnam è attualmente il paese più colpito tra i partner commerciali degli USA, vista l'aliquota del 46% applicata. Una mossa che appare particolarmente punitiva se si considera che molte aziende del settore tech avevano spostato lì la loro produzione, proprio per sfuggire ai dazi imposti alla Cina durante la prima amministrazione Trump. Nintendo, che ha recentemente presentato Nintendo Switch 2, e Intel, con la sua scheda grafica Arc B580, sono tra i colossi che avevano scelto il Vietnam come base produttiva alternativa.

Sebbene sia improbabile che l'aumento dei prezzi finali rifletta esattamente la percentuale dei dazi imposti, è lecito aspettarsi rincari significativi sui prodotti importati anziché sulle materie prime. La strategia di Trump riflette la consapevolezza dell'importanza di questi componenti per l'economia statunitense, ma i dazi creeranno comunque un effetto domino che, alla fine, si ripercuoterà sul portafoglio dei consumatori.

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Ma perchè traducete in italiano "tariff" in "tariffe", che non vuole dire dazi, ma vuol dire altro?
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