Nota del curatore. Spesso, troppo spesso in effetti, la critica di un film si ferma a una fantomatica originalità narrativa. Che si tratti di commenti in calce agli articoli o degli articoli stessi, i loro autori in genere mostrano attenzione solo verso quell'aspetto che, paradossalmente, è uguale a sé stesso da secoli, probabilmente millenni.
Se guardato così The Cell non meriterebbe alcun elogio, ma per fortuna il cinema può essere anche qualcos'altro. Un film è senz'altro erede del teatro, e in quanto tale non possiamo far finta che la messa in scena non sia un elemento fondamentale.
![Saw Lenigmista 1[1]](http://www.tomshw.it/data/thumbs/6/5/1/1/saw-lenigmista-1-1-9b4b0e43f48a045730f829318d0995072.jpg)
Se capita, poi, che un film abbia anche pretese artistiche allora siamo obbligati a considerarne il simbolismo, a soppesare il modo in cui un'opera artistica parla alle altre opere, ne fa strumento e dialogo. Ecco, aggiungendo questi elementi si può capire allora perché un film come The Cell sia del tutto meritevole per il suo valore di per sé. E se guarda con ancora un po' più di attenzione, si vedrà come questo film sia un precursore di titoli che più o meno tutti hanno amato, come Saw, o Self/Less dello stesso regista, o ancora Hostel e molti altri. Persino lo spettacolare Mad Max: Fury Road potrebbe avere qualche piccolo debito con The Cell. Tutte ragioni più che sufficienti per parlarne in Retrocult.