L'ascesa delle app di messaggistica crittografata come nuova frontiera delle frodi online sta modificando radicalmente il panorama della criminalità digitale in Italia e nel mondo. Un'analisi approfondita condotta da Revolut rivela come i malintenzionati stiano abbandonando i canali tradizionali per rifugiarsi in ambienti percepiti come "sicuri" dagli utenti.
Telegram e WhatsApp rappresentano ormai il 39% delle truffe segnalate globalmente, con un incremento allarmante rispettivamente del 121% e del 67% nella seconda metà del 2024. Un fenomeno che in Italia assume dimensioni ancora più preoccupanti, con Telegram protagonista del 50% delle frodi rilevate, seguito da WhatsApp con il 23%.
Paradossalmente, la percezione di sicurezza offerta dalla crittografia sta diventando un'arma nelle mani dei truffatori, che sfruttano proprio questo senso di protezione per conquistare la fiducia delle potenziali vittime. Ciò si verifica mentre le piattaforme Meta (Facebook, Instagram e WhatsApp) continuano a mantenere il primato come fonte principale delle truffe a livello globale, rappresentando complessivamente il 54% dei casi, dato che si conferma per il terzo periodo consecutivo di rendicontazione.
L'Italia emerge come un caso peculiare nel panorama europeo: il Paese detiene il triste primato per le truffe legate alle false offerte di lavoro, i cosiddetti "job scam", che costituiscono ben il 52% del totale delle frodi rilevate. Di queste, il 71% avviene su Telegram e il 23% su WhatsApp, confermando la tendenza dei criminali a sfruttare i canali crittografati. Contrariamente alla tendenza generale, le truffe sugli acquisti rappresentano "solo" il 26% dei casi italiani, la percentuale più bassa in Europa.
La migrazione dei truffatori verso piattaforme crittografate rappresenta un'evoluzione strategica che sfrutta la percezione di sicurezza associata a questi servizi.
"I truffatori stanno rapidamente adattando le loro tattiche, sfruttando sempre di più app di messaggistica crittografate presumibilmente sicure come WhatsApp e Telegram", spiega Woody Malouf, Head of Financial Crime di Revolut, evidenziando come questa tendenza sia particolarmente insidiosa proprio perché si basa su un malinteso senso di protezione.
Mentre le truffe sugli acquisti continuano a dominare il panorama globale delle frodi, emerge un trend preoccupante legato ai biglietti per eventi, che colpisce principalmente i più giovani. Gli utenti tra i 17 e i 24 anni rappresentano il 36% delle vittime di questo tipo di frode, mentre la fascia 25-34 anni costituisce il 38%. Questa categoria di truffe sfrutta l'alta domanda per eventi popolari e la conseguente disponibilità a cercare biglietti attraverso canali non ufficiali.
Un dato sorprendente emerge dal confronto tra le diverse piattaforme tecnologiche: mentre Meta è responsabile del 54% delle truffe, i servizi Google rappresentano appena lo 0,09% dei casi di frode. Questo divario significativo dimostra che un'efficace gestione preventiva delle frodi è possibile, ma richiede un impegno concreto da parte delle aziende tecnologiche, che finora è mancato da parte di alcuni dei principali attori del settore.
Nel solo 2024, Revolut ha impedito tentativi di frode per oltre 710 milioni di euro ai danni dei propri clienti, implementando sistemi di rilevamento basati sull'intelligenza artificiale, limiti di transazione, requisiti di autenticazione biometrica e risorse educative. Tuttavia, l'azienda sottolinea che gli istituti finanziari non possono combattere da soli questo fenomeno se le piattaforme di social media non assumono le proprie responsabilità.
Revolut chiede alle piattaforme di social media di andare oltre i piccoli cambiamenti e gli schemi pilota inefficaci, adottando misure decisive: rimozione proattiva dei contenuti fraudolenti, verifica rigorosa degli inserzionisti e impegno concreto nella condivisione dei rimborsi per le vittime di truffe originate sulle loro piattaforme. L'azienda sostiene che l'attuale status quo, caratterizzato da un approccio principalmente reattivo, rimane inaccettabile di fronte alla crescente sofisticazione delle tattiche fraudolente.
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