Aziende e accessibilità: il 2025 segna una svolta con l’EAA

La Legge europea sull'accessibilità (EAA) impone alle aziende di rendere i propri prodotti e servizi accessibili alle persone con disabilità. Le aziende devono conformarsi per evitare sanzioni e rimanere competitive nel mercato globale.

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a cura di Valerio Porcu

Senior Editor

Avv. Giuseppe Croari – Avv. Ilenia Lanari

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Nel 2025 entrerà in vigore l’European Accessibility Act (EAA), una direttiva dell’Unione Europea che impone nuovi standard di accessibilità per prodotti e servizi essenziali. L’obiettivo è garantire che strumenti digitali, dispositivi tecnologici, piattaforme di e-commerce e servizi pubblici siano fruibili anche da persone con disabilità, eliminando barriere che ostacolano l’inclusione. 

Questa normativa rappresenta un cambiamento significativo per molte aziende, che dovranno adeguarsi ai requisiti previsti per evitare sanzioni e restare competitive in un mercato sempre più orientato all’accessibilità.

Nel 2025 entrerà in vigore l’European Accessibility Act (EAA), una direttiva dell’Unione Europea che impone nuovi standard di accessibilità per prodotti e servizi essenziali

Le imprese che operano in settori come tecnologia, telecomunicazioni, commercio elettronico, servizi bancari e trasporti saranno direttamente interessate dall’EAA e dovranno implementare soluzioni inclusive nei loro prodotti e servizi. L’adeguamento comporterà investimenti iniziali, ma offrirà anche opportunità di crescita, ampliando la clientela e migliorando la reputazione aziendale. Comprendere l’impatto della normativa e prepararsi in anticipo diventa quindi fondamentale per chi sviluppa software, gestisce piattaforme digitali o offre servizi essenziali all’interno dell’Unione Europea.

La normativa EAA nasce anche per armonizzare le normative in materia di accessibilità nei vari Stati membri, riducendo le disparità legislative che complicano il commercio e la competitività all'interno del mercato unico europeo. 

L’applicazione della EAA in Italia e le future strategie aziendali

L'Italia, anticipando le direttive europee, aveva già intrapreso un percorso verso l'accessibilità digitale nel 2004 con la cosiddetta "Legge Stanca". 

Questa normativa pionieristica introdusse una serie di obblighi vincolanti per i siti web delle pubbliche amministrazioni, con l'obiettivo primario di garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro abilità o disabilità, l'accesso equo e inclusivo agli strumenti telematici e informatici. 

La Legge Stanca rappresentò un passo significativo verso la creazione di un ambiente digitale più democratico e accessibile, ponendo le basi per futuri sviluppi legislativi in materia di accessibilità in Italia e influenzando potenzialmente anche il contesto europeo.

La normativa italiana in materia di accessibilità, che si è andata sviluppando nel corso degli anni, ha dunque posto le basi per l'attuazione dello European Accessibility Act. 

In particolare, l’obbligo di rendere gli strumenti “accessibili”, ovvero renderli maggiormente percepibili, comprensibili e fruibili anche da soggetti con disabilità, incluse quelle motorie e cognitive, ha comportato l'adozione di specifiche misure tecniche e l'adeguamento dei contenuti, al fine di garantire un'esperienza utente inclusiva e senza barriere.

Il testo normativo prevedeva altresì che i soggetti erogatori redigessero e aggiornassero periodicamente una dichiarazione di accessibilità, ovvero un documento contenente tutte le informazioni relative alla conformità dell'ente ai requisiti di accessibilità, inserendo inoltre un piano di risoluzione laddove ci fossero delle aree non adeguate.

Questa normativa rappresenta un cambiamento significativo per molte aziende, che dovranno adeguarsi ai requisiti previsti per evitare sanzioni e restare competitive in un mercato sempre più orientato all’accessibilità

Furono designati quali organismi preposti alla vigilanza sull’attuazione di questa normativa l’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), per quanto riguarda gli enti erogatori di servizi, e, dal 2020, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per quanto riguarda le aziende fornitrici di prodotti.

La legge attribuiva a questi soggetti anche un ruolo sanzionatorio, potendo gli stessi infliggere delle sanzioni pecuniarie molto alte (si parla del 5% del fatturato per quanto riguarda le sanzioni inflitte dall’AgID) in caso di mancata conformità ai requisiti di accessibilità.

In questo quadro normativo, l’EAA non ha fatto altro che estendere i vincoli già previsti dalla “Legge Stanca” anche alle imprese private, andando a coinvolgere quei settori che forniscono prodotti e servizi che sono fondamentali nella vita quotidiana, come il trasporto, la comunicazione, l'e-commerce e i servizi bancari.

Tra questi troviamo:

  1. Computer, smartphone e tablet;
  2. Software e applicazioni digitali;
  3. Servizi di telecomunicazione;
  4. Commercio elettronico;
  5. Terminali di pagamento e servizi bancari;
  6. Libri elettronici e lettori digitali;
  7. Servizi di trasporto pubblico;
  8. Servizi audiovisivi.

Dovendo fornire delle interfacce facilmente utilizzabili da persone con disabilità sensoriali, motorie o cognitive, le aziende che operano in questi settori saranno chiamate ad effettuare alcuni adeguamenti tecnologici, dovendo considerate alcuni aspetti chiave:

  • Conformità agli standard di accessibilità 

le imprese dovranno assicurarsi che i loro prodotti e servizi rispettino i criteri di accessibilità definiti dalla normativa. Garantire che i siti web e le app siano accessibili e fruibili per tutti, anche per le persone con disabilità, significa adottare una serie di misure e accorgimenti tecnici. Ad esempio, assicurarsi che i contenuti siano compatibili con le tecnologie assistive, come screen reader e software di riconoscimento vocale, ma anche che la navigazione sia possibile tramite tastiera o altri dispositivi di input alternativi. Significa anche prestare attenzione al design e alla struttura delle pagine, utilizzando contrasti di colore adeguati, font leggibili e layout chiari e intuitivi.

  • costi di adeguamento 

l'implementazione di soluzioni accessibili comporterà costi iniziali per la revisione e l'aggiornamento dei prodotti e servizi. Tuttavia, l'investimento potrebbe essere ammortizzato nel tempo grazie all'espansione del mercato a nuovi segmenti di clientela;

  • Vantaggio competitivo

Adottare precocemente gli standard di accessibilità non solo migliora la reputazione di un'azienda e amplia la sua base di clienti, ma le conferisce anche un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti che tardano ad adeguarsi. Un mercato più accessibile consente una maggiore inclusione delle persone con disabilità e degli anziani, un segmento di mercato in crescita che le aziende lungimiranti possono sfruttare per aumentare le proprie quote di mercato e i profitti.

  • Rischi di non conformità

Adottare precocemente gli standard di accessibilità non solo migliora la reputazione di un’azienda e amplia la sua base di clienti, ma le conferisce anche un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti che tardano ad adeguarsi

Le aziende che non si conformano all'European Accessibility Act (EAA) possono incorrere in gravi conseguenze. Innanzitutto, possono essere soggette a sanzioni pecuniarie significative e restrizioni commerciali, come la limitazione o il divieto di vendere prodotti e servizi nel mercato unico europeo, con conseguente perdita di opportunità di business. Inoltre, la non conformità può danneggiare gravemente l'immagine e la reputazione dell'azienda, poiché i consumatori possono percepirla come non inclusiva e discriminatoria. Questa perdita di fiducia può anche influenzare negativamente le relazioni con gli investitori, i partner commerciali e i dipendenti. Infine, le aziende che trascurano l'accessibilità perdono un vantaggio competitivo e l'opportunità di attrarre un'ampia fetta di mercato, comprese le persone con disabilità, portando potenzialmente a una perdita di quote di mercato e a un ostacolo all'innovazione e alla crescita a lungo termine.

Come prepararsi

Per prepararsi al rispetto delle Linee Guida dell’European Accessibility Act (EAA), le aziende dovrebbero condurre audit di accessibilità per valutare i loro prodotti e servizi. Questo processo aiuterà a identificare le aree che necessitano di miglioramenti in termini di accessibilità. Sulla base dei risultati di questi audit, le aziende dovrebbero sviluppare e implementare soluzioni che rendano i loro prodotti e servizi più accessibili.

La formazione del personale sui principi dell'accessibilità e dell'inclusione è un altro passo importante. Le aziende dovrebbero collaborare con esperti di accessibilità e utenti con disabilità, poiché possono fornire preziose informazioni e feedback. Garantire l'accessibilità dei siti web e delle applicazioni, aderendo a linee guida come le WCAG, è fondamentale.

Il monitoraggio e la valutazione continui dei progressi in materia di accessibilità sono essenziali per garantire il rispetto degli standard. Le aziende devono ricordare che l'accessibilità non è solo un imperativo morale, ma anche un vantaggio commerciale che porta a una migliore esperienza utente per tutti, indipendentemente dalle loro capacità.

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