40 ore a settimana? No grazie, i commercianti italiani scelgono la vita privata

Un sondaggio evidenzia che oltre sei commercianti su dieci lavorano meno di 40 ore settimanali. Il work-life balance è un fattore chiave per il successo.

Avatar di Valerio Porcu

a cura di Valerio Porcu

Senior Editor

1

Più di sei commercianti su dieci in Italia hanno ridotto l’orario settimanale sotto le 40 ore, dando priorità alla qualità della vita. Un’indagine condotta da SumUp mostra come il work-life balance sia ormai considerato un fattore determinante per il successo di un’attività, spesso più del fatturato stesso. Oltre un terzo si concede una pausa pranzo di più di un’ora e il 38,2% prende almeno tre settimane di ferie all’anno.

Il tempo è una risorsa fondamentale per i piccoli imprenditori. La crescente consapevolezza dell’importanza del benessere personale si riflette in scelte che mirano a conciliare esigenze lavorative e private. Ridurre l’orario settimanale e prendersi pause adeguate non compromette la produttività, ma può migliorarla. Inoltre, soluzioni tecnologiche innovative contribuiscono a ottimizzare i processi, consentendo agli esercenti di dedicare più tempo a ciò che conta davvero.

B2B Labs Il VERO problema è che non hai capito cosa ti serve
youtube play
Guarda su youtube logo

Se fino a pochi anni fa la dedizione totale al lavoro era considerata un requisito per il successo, oggi il trend si è invertito. La maggior parte degli esercenti dedica tra 20 e 40 ore settimanali alla propria attività, mentre solo l’11,7% supera le 60 ore. Le ferie sono altrettanto importanti: oltre un terzo si prende almeno tre settimane di pausa, l’11,1% arriva fino a due mesi e una piccola percentuale supera anche questa soglia.

La ricerca non spiega se i commercianti estendano questa visione anche ai propri dipendenti, e a tal riguardo è probabilmente lecito supporre che 40 ore alla settimana sia da considerare il minimo sotto a cui non si scende mai. D’altra parte se il capo non c’è qualcuno deve pur mandare avanti le attività. 

Secondo SumUp poi c’è un qualche legame con la diffusione degli strumenti digitali e soluzioni di pagamento efficienti. Più di un esercente su quattro ha dichiarato che i pagamenti digitali hanno avuto un impatto positivo sul proprio giro d’affari, evidenziando il ruolo cruciale della tecnologia nel settore. Il suggerimento, nemmeno tanto velato, è che con i pagamenti digitali si risparmia tempo e si guadagna di più, quindi ci si può permettere di lavorare di meno. L’azienda ha messo questa idea al centro di una recente campagna promozionale. 

La ricerca non spiega se i commercianti estendano questa visione anche ai propri dipendenti,

D’altra parte non è solo SumUp, ma anche altre fintech come Nexi e Satispay si sono diffuse presso praticamente tutti gli esercizi commerciali del paese. E sicuramente molti che all’inizio erano scettici nel tempo hanno avuto l’occasione di rivedere la propria posizione. 

Sullo sfondo c’è la questione del bilanciamento tra vita privata e lavoro, un tema particolarmente sentito in particolare tra i più giovani - perché , dicono le statistiche, chiunque abbia più di 40 anni ha una vite grigia e non può concepire una vita che non sia completamente assorbita dal lavoro. 

Le nuove generazioni di imprenditori attribuiscono maggiore valore alla flessibilità lavorativa, cercando di bilanciare le esigenze professionali con la sfera privata. Questo approccio non solo migliora la qualità della vita, ma può anche avere un impatto positivo sulla produttività e sulla sostenibilità delle attività nel lungo periodo.

Foto di iMin Technology da Pexels
Immagine gratuita di #interno, avvicinamento, commercio - Image

Se il numero di clienti resta l’elemento più rilevante per il successo di un’attività (29,9%), la possibilità di risparmiare tempo grazie alla tecnologia è considerata un vantaggio competitivo dal 6,5% degli esercenti. La digitalizzazione non è più solo un’opzione, ma una necessità per chi desidera ottimizzare le operazioni quotidiane senza sacrificare il proprio benessere.

La progressiva riduzione dell’orario di lavoro tra i commercianti italiani segna un cambiamento significativo nella cultura imprenditoriale. Il focus si sposta dalla quantità alla qualità del tempo, con un’attenzione crescente alla gestione efficace delle risorse. Questo fenomeno potrebbe influenzare anche altri settori, portando a una revisione dei modelli tradizionali di lavoro e a una maggiore diffusione di soluzioni innovative per la gestione delle attività.

Nota: L’indagine è stata condotta da SumUp nella a febbraio 2025 attraverso una survey a cui hanno partecipato circa 1.000 piccoli imprenditori di varie categorie merceologiche, parte della base utenti di SumUp, con l’obiettivo di analizzare le dinamiche quotidiane degli esercenti e comprendere l'importanza dell'equilibrio tra lavoro e vita privata, nonché l'impatto delle soluzioni di pagamento digitale sul loro business.

👋 Partecipa alla discussione! Scopri le ultime novità che abbiamo riservato per te!

1 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite. Vuoi accedere?


lo dico sempre io, quando arriva il sabato mezzogiorno si chiudono i centri commerciali e si riapre il lunedi.
Mostra altro Mostra meno

Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.