La Volvo ES90 promette 700 km di autonomia e...molto altro

La nuova architettura a 800 volt rende La ES90 una bestia nella ricarica: dal 10% all'80% in soli 20 minuti, secondo Volvo.

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a cura di Tommaso Marcoli

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Inizio marzo segnerà un punto di svolta nell'evoluzione elettrica di Volvo. La casa svedese, alle prese con le difficoltà commerciali dei suoi recenti modelli elettrici, si prepara a svelare una berlina che potrebbe rivoluzionare il mercato grazie a una tecnologia di ricarica all'avanguardia e un'autonomia da record. L'ES90, il cui debutto è ormai imminente, nasconde sotto la sua elegante carrozzeria un sistema elettrico che promette di superare tecnologicamente anche il SUV EX90, attuale ammiraglia del marchio.

Quando i primi teaser della ES90 hanno iniziato a circolare, molti l'hanno liquidata come una semplice variante berlina dell'EX90. I recenti annunci di Volvo rivelano invece una realtà completamente diversa. La ES90 adotterà un'architettura elettrica a 800 volt, posizionandosi così in una categoria d'élite attualmente occupata solo da modelli come Porsche Taycan, Tesla Cybertruck, Lucid Air e i più recenti veicoli del gruppo Hyundai/Kia/Genesis.

Questa tecnologia rappresenta un salto generazionale rispetto ai sistemi a 400 volt che equipaggiano la maggior parte delle auto elettriche attuali, compreso l'EX90. Il passaggio agli 800 volt non è solo un numero sulla carta: permette velocità di ricarica superiori senza richiedere amperaggi eccessivi, che necessiterebbero di cavi molto più spessi e pesanti. Le specifiche preliminari parlano chiaro: la ES90 supporterà una potenza di ricarica fino a 350 kW, un valore impressionante persino tra i veicoli dotati di architettura a 800 volt. Per fare un paragone, i modelli elettrici di Hyundai raggiungono generalmente picchi di circa 225 kW.

Secondo quanto dichiarato dalla casa svedese, la ES90 sarà in grado di ricaricarsi dal 10% all'80% in appena 20 minuti. Sebbene non rappresenti una novità assoluta per un veicolo con sistema a 800 volt, questa velocità supera nettamente quella offerta dai concorrenti di lusso a 400 volt come Mercedes, BMW, Tesla e Cadillac, posizionando Volvo in una fascia premium dell'elettrificazione.

L'altro dato che colpisce è l'autonomia dichiarata: 435 miglia (700 km) secondo il ciclo WLTP. Anche considerando che questo standard tende a essere più ottimistico rispetto al ciclo EPA americano, il valore resta impressionante, soprattutto se confrontato con i 614 km dell'EX90 nello stesso ciclo.

L'adozione di un'architettura a 800 volt porta con sé numerosi benefici che vanno oltre la velocità di ricarica. Volvo ha potuto ridurre significativamente il peso del veicolo grazie all'utilizzo di cavi più sottili e motori elettrici più leggeri, reso possibile dai minori requisiti di corrente. A questo si aggiunge una riduzione delle perdite di calore, che contribuisce ad aumentare l'efficienza complessiva del sistema.

Rimangono ancora alcune incognite, come la capacità della batteria e le performance effettive secondo il ciclo EPA. Ma l'entusiasmo per questa evoluzione tecnologica è palpabile, soprattutto considerando le recenti difficoltà di Volvo nel settore elettrico.

In un mercato americano dominato da SUV e crossover, la scelta di puntare su una berlina può sembrare controcorrente. Tuttavia, la ES90 rappresenta per Volvo l'opportunità di affermarsi come leader tecnologico nel settore delle auto elettriche di lusso, riposizionando il marchio nella percezione dei consumatori più attenti all'innovazione.

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