Il mercato automobilistico italiano torna a respirare dopo un lungo periodo di difficoltà. Marzo 2025 segna infatti un'inversione di tendenza con 172.223 nuove immatricolazioni, registrando un incoraggiante +6,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Un dato che arriva dopo sette mesi consecutivi di segno negativo, sebbene il bilancio del primo trimestre rimanga leggermente in flessione (-1,6%) rispetto al 2024. Nonostante questi segnali positivi, il confronto con i livelli pre-pandemia evidenzia ancora un divario significativo, con volumi inferiori del 17,5% rispetto al 2019, testimoniando come la strada verso una completa ripresa sia ancora lunga.
Il fenomeno più significativo di questo nuovo scenario è la crescita impetuosa delle auto elettriche, che a marzo fanno registrare un impressionante +75,1%, arrivando a rappresentare il 5,4% del mercato totale. Un balzo che va tuttavia contestualizzato: nel 2024 il segmento aveva subito un rallentamento a causa dell'attesa per gli incentivi statali, arrivati solo a maggio. La Tesla Model 3 domina la classifica delle vetture a batteria con 1.565 unità, seguita dalla Dacia Spring (655) e dalla Tesla Model Y (649).
L'intero comparto delle motorizzazioni elettrificate continua a consolidarsi, con le ibride che raggiungono il 45,4% di quota (+6,4% rispetto a marzo 2024), mentre le tradizionali alimentazioni termiche perdono terreno: il benzina scende al 26,7% (-4,4%) e il diesel crolla al 10,2% con un ulteriore -5%. Il GPL resta sostanzialmente stabile al 7,7% del mercato.
Questi cambiamenti nelle preferenze dei consumatori si riflettono positivamente anche sulle emissioni medie, che a marzo calano del 4,4%, attestandosi a 115,0 g/km. Particolarmente interessante notare come la fascia 61-135 g/km rappresenti ben il 66,8% del mercato, segno di una progressiva transizione verso veicoli più efficienti ma non necessariamente a zero emissioni. La Fiat Panda continua a dominare il mercato italiano con 12.587 nuove immatricolazioni, seguita dalla Dacia Sandero (5.176) e dalla Citroën C3 (5.116). Interessante l'ingresso nella top ten della MG ZS (3.775 unità), che testimonia il crescente successo dei brand asiatici nel nostro paese.
Tra i costruttori, Stellantis ha immatricolato 52.128 vetture con una leggera flessione dello 0,92%, ma al suo interno si registrano performance molto diverse: Alfa Romeo cresce del 44,88%, Peugeot del 27,83%, mentre Lancia subisce un drammatico -77,09%. Il Gruppo Volkswagen resta sostanzialmente stabile (+0,30%), con Cupra che spicca grazie a un +61,17% e Volkswagen in calo del 9,92%.
Notevole la crescita di alcuni brand emergenti come MG (+65,84%) e BYD, che passa da 70 a 1.787 immatricolazioni rispetto al marzo 2024. Anche il Gruppo DR Automobiles conferma il suo momento positivo con un +93,23%. Tesla consolida la sua posizione con un incremento del 51,33%, mentre tra i marchi di lusso, Ferrari cresce del 12,99% e Porsche registra un calo del 33,17%. Sul fronte dei canali di vendita, i privati perdono il 3% di quota scendendo al 46,7% del totale, mentre cresce il noleggio a lungo termine (26,6%) e quello a breve termine (13,3%). Le autoimmatricolazioni calano invece del 25%, scendendo all'8,1% del mercato.
Sfide e prospettive del settore
Le nubi all'orizzonte non mancano. L'Unrae esprime preoccupazione per l'arrivo dei dazi americani al 25% e per la possibile guerra commerciale che potrebbe scaturirne. Michele Crisci, presidente dell'associazione, sottolinea l'urgenza di "un quadro normativo chiaro da parte dell'Unione Europea" e rilancia la necessità di rivedere la fiscalità delle auto aziendali per garantire la neutralità tecnologica. Da parte sua, Motus-E (l'associazione della filiera della mobilità elettrica) evidenzia come, nonostante i progressi, l'Italia resti indietro rispetto agli altri grandi mercati europei per quanto riguarda la penetrazione dei veicoli elettrici: 5,4% contro il 17,9% della Francia, il 17,7% della Germania e addirittura il 25,3% del Regno Unito.
Fabio Pressi, presidente di Motus-E, offre comunque una visione cautamente ottimistica, sottolineando l'importanza dell'arrivo nei concessionari di modelli elettrici entry level di produzione europea, che potrebbero finalmente rendere questa tecnologia accessibile a una fascia più ampia di consumatori italiani. Il dato più rilevante resta comunque quello relativo alla transizione energetica in corso: le auto elettrificate (ibride di vario tipo più elettriche pure) rappresentano ormai più della metà del mercato italiano, segnalando un cambiamento strutturale nelle scelte degli automobilisti che appare ormai irreversibile, pur con tutte le specificità e le cautele del caso italiano.
Per quanto riguarda il parco auto aziendali e le auto in fringe benefit, il maggior accesso alle elettriche ed elettrificate è dovuto al quadro normativo.
Io non parlerei quindi di "preferenze" dei consumatori quando questi ultimi sono di fatto obbligati, nelle scelte
Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?