Nel panorama della sicurezza stradale, una recente novità legislativa ridisegna il ruolo dei Comuni nell'uso degli autovelox. Con l'ultimo decreto, annunciato il 27 maggio 2024, le amministrazioni locali vedranno una restrizione nella loro autonomia di decisione riguardo all'installazione di questi dispositivi, sia fissi che mobili. Infatti, sarà necessaria l'approvazione del prefetto per poter procedere col posizionamento degli autovelox.
Per ottenere il via libera, i Comuni dovranno fornire prove concrete che dimostrino come la velocità sia fattore predominante negli incidenti su certi tratti di strada. Sarà richiesta un'analisi dettagliata che comprenda numero, tipologia e cause degli incidenti, con particolare attenzione alla velocità come causa principale. Questo cambio di procedura mira a una maggior coordinazione con le prefetture, limitando le precedenti autonomie comunali.
In aggiunta, il decreto stabilisce norme più rigorose per la signalistica. I cartelli che segnalano la presenza di autovelox dovranno essere collocati con maggiore anticipo rispetto alla loro posizione attuale: almeno un chilometro prima in aree extraurbane, e distanze ridotte in aree urbane in base al tipo di strada, da 200 a 75 metri.
Per quanto riguarda i limiti di velocità, questi vengono ora calibrati in funzione delle norme del codice della strada. Nei centri urbani, la soglia di attivazione degli autovelox non può essere inferiore a 50 km/h, mentre per le strade extraurbane non è permesso impostare una riduzione di velocità con autovelox superiore ai 20 km/h rispetto al limite ordinario.
Il decreto specifica anche dove gli autovelox non possono essere installati, a meno di deroghe speciali: non si potranno collocare dispositivi su tratti dove il limite è inferiore di 20 km/h rispetto a quello standard indicato dal Codice per quel tipo di strada.
I Comuni hanno 12 mesi di tempo per adeguarsi a queste nuove disposizioni. Durante questo periodo, le sanzioni derivanti da autovelox non conformi alla nuova regola rimangono valide, sebbene non sia esclusa la possibilità di ricorsi legali fino a quando non sarà completata l'omologazione come sentenziato dalla Cassazione negli scorsi mesi.