Meloni chiede di sospendere il green deal per il settore auto

La necessità di collaborare, non di dividere: in questo momento è fondamentale trovare soluzioni condivise anziché aumentare le distanze secono la Premier

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a cura di Tommaso Marcoli

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La questione dei dazi commerciali imposti da Donald Trump sta creando più allarme che danni reali, secondo la premier Giorgia Meloni, che invita a mantenere la calma davanti a una situazione che, seppur preoccupante, non rappresenterebbe la catastrofe descritta dai media e dagli analisti. Durante la sua visita alla nave Amerigo Vespucci a Ortona, la presidente del Consiglio ha voluto ridimensionare l'impatto delle barriere commerciali statunitensi, ricordando che gli USA assorbono circa il 10% dell'export italiano, una quota significativa ma non tale da giustificare il panico. La premier ha sottolineato come questa situazione, pur problematica, possa trasformarsi in un'opportunità per ripensare alcune politiche europee e migliorare la competitività delle imprese italiane.

Meloni ha suggerito di utilizzare le attuali difficoltà come leva per avanzare proposte concrete a livello europeo. Tra le misure indicate, spicca l'ipotesi di sospendere le norme del Green Deal relative al settore automotive, uno dei comparti più colpiti dai dazi trumpiani. La premier ha anche prospettato la possibilità di attivare la clausola generale di salvaguardia, che permetterebbe una deroga temporanea al Patto di Stabilità, o quantomeno una rivalutazione dei suoi parametri.

"C'è una materia energetica che è fondamentale", ha aggiunto Meloni, invitando ad accelerare sulla riforma del mercato elettrico europeo e ad adottare un approccio "più deciso e coraggioso" nel settore energetico. Secondo la premier, questi interventi potrebbero rafforzare la posizione competitiva dell'Italia e dell'Europa in un contesto internazionale sempre più complesso. L'energia rappresenta infatti uno dei fattori chiave per la competitività industriale, insieme alla flessibilità normativa e alla capacità di adattamento alle nuove sfide globali. La presidente del Consiglio sembra puntare su questi elementi per trasformare una potenziale crisi in un'opportunità di riforma e rilancio.

Sul piano diplomatico, Meloni ha ribadito la necessità di mantenere aperto il dialogo con gli Stati Uniti. "Non è questione di speranza", ha precisato, sottolineando che la ricerca di soluzioni condivise rappresenta l'approccio più vantaggioso per tutti gli attori coinvolti. "Non penso che in una fase come questa sia più utile divaricare ulteriormente", ha dichiarato, evidenziando come la frammentazione dell'Occidente finirebbe per indebolire entrambe le sponde dell'Atlantico.

La premier sembra così delineare una strategia a due livelli: da un lato, il mantenimento di relazioni costruttive con l'amministrazione Trump; dall'altro, l'utilizzo della situazione attuale come catalizzatore per riforme europee che aumentino la competitività delle aziende italiane. Questo approccio pragmatico mira a trasformare una possibile crisi commerciale in un'occasione per ripensare le politiche economiche continentali.

Nel frattempo, Meloni invita gli italiani a non cedere all'allarmismo, ritenendo che la reazione esagerata ai dazi possa risultare più dannosa dei dazi stessi. Un messaggio chiaro: le sfide commerciali con gli USA sono gestibili e potrebbero persino spingere l'Europa verso riforme necessarie da tempo.

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