La rivoluzione silenziosa dell'alcolock sta per materializzarsi sulle strade italiane, portando con sé un cambio di paradigma nella lotta alla guida in stato di ebbrezza. A quasi sei mesi dall'entrata in vigore della riforma del Codice della strada, avvenuta il 14 dicembre 2024, il regolamento tecnico che definisce caratteristiche e modalità d'installazione di questo dispositivo è ormai in dirittura d'arrivo. Dopo essere stato trasmesso all'Unione Europea lo scorso 17 marzo per la valutazione di conformità attraverso il sistema Tris, il provvedimento potrebbe diventare operativo prima dell'estate, segnando un punto di svolta nella sicurezza stradale italiana.
Cos'è l'alcolock e come funziona veramente
L'alcolock rappresenta una barriera tecnologica contro la guida in stato di ebbrezza. Si tratta di un etilometro integrato nel sistema di avviamento del veicolo che, in modo categorico, ne impedisce l'accensione qualora rilevi nel conducente un tasso alcolemico superiore a zero. Non sono ammesse eccezioni o vie di mezzo: la tolleranza è fissata a 0,0 g/l, rendendo impossibile mettersi al volante dopo aver consumato anche minime quantità di alcol.
Ogni dispositivo dovrà rispondere a rigorosi standard qualitativi e di sicurezza, conformi alla norma europea EN 50436 e al regolamento UNECE n. 10. I produttori saranno tenuti a fornire documentazione dettagliata, inclusi manuali d'installazione e liste dei veicoli compatibili, che la Motorizzazione civile renderà accessibili attraverso il Portale dell'automobilista.
Il processo di certificazione e controllo
Prima di approdare sul mercato, ogni alcolock dovrà superare una rigorosa fase di test secondo la norma EN 50436-1. Questa verifica non è affidata ai produttori stessi, ma deve essere condotta da laboratori indipendenti accreditati, garantendo l'imparzialità della certificazione. Il certificato di taratura rilasciato, con indicazione precisa della sua validità temporale, diventa documento essenziale che deve accompagnare sempre il veicolo.
La trasparenza del sistema è garantita dall'obbligo di marchiatura completa di ogni dispositivo, che dovrà riportare identificativi del fabbricante, tipo, numero di serie, versione software, validità della taratura, omologazione e marchio CE. Questa tracciabilità completa rappresenta un ulteriore livello di sicurezza contro possibili manomissioni.
Universalità e retrocompatibilità
Un elemento particolarmente interessante della normativa riguarda la versatilità applicativa del dispositivo. L'alcolock non sarà infatti limitato alle sole vetture di nuova generazione, ma potrà essere installato sia su veicoli già predisposti con specifica interfaccia, sia su quelli che ne sono privi. Questo approccio inclusivo amplia notevolmente il parco veicoli potenzialmente equipaggiabile, pur ricordando che dal luglio 2022 la predisposizione è già obbligatoria per le auto di nuova omologazione.
Autovetture e autocarri potranno quindi beneficiare di questa tecnologia preventiva, con un impatto potenzialmente significativo sulla riduzione degli incidenti legati all'abuso di alcol.
L'iter di installazione e la documentazione necessaria
L'installazione dell'alcolock seguirà un processo preciso, ma relativamente snello dal punto di vista burocratico. Le operazioni dovranno essere eseguite esclusivamente da officine autorizzate dai produttori, secondo procedure standardizzate che includono l'applicazione di sigilli autodistruttivi per prevenire manomissioni del sistema.
Un aspetto che semplifica l'adozione è l'assenza di collaudi obbligatori presso la Motorizzazione civile, poiché l'installazione e lo smontaggio non rientrano tra le operazioni tecniche soggette a visita e prova. L'installatore dovrà tuttavia rilasciare al proprietario una serie di documenti fondamentali: le istruzioni operative complete, la dichiarazione di corretta installazione e il certificato di taratura valido.
Questi ultimi due documenti acquisiscono particolare rilevanza poiché dovranno essere conservati a bordo del veicolo in formato originale e presentati in caso di controlli su strada da parte delle forze dell'ordine. La loro assenza potrebbe comportare sanzioni amministrative, vanificando l'investimento nella tecnologia preventiva.
Chi deve installare l'Alcolock?
Secondo la normativa vigente in materia di sicurezza stradale, l’obbligo di installazione dell’alcolock è previsto per quei conducenti che hanno accumulato violazioni gravi relative alla guida in stato di ebbrezza. In particolare, la misura si applica: ai conducenti che, dopo una condanna per guida in stato di ebbrezza (con un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l per i conducenti esperti), risultano recidivi o hanno causato incidenti con conseguenze rilevanti. Ai neopatentati, per i quali il principio di tolleranza zero impone misure particolarmente stringenti, qualora anche minime tracce di alcol vengano riscontrate, oppure in presenza di recidive, l’installazione può essere disposta per garantire una maggiore prevenzione. Nei casi in cui il conducente si sia rifiutato di sottoporsi al test alcolemico o abbia violato altre norme collegate alla sicurezza stradale, aggravando ulteriormente il quadro sanzionatorio.
Il giudice, valutando la gravità dell’infrazione, stabilisce il periodo durante il quale il dispositivo dovrà rimanere installato – tipicamente compreso tra 6 mesi e 5 anni – e l’obbligo si estende a tutti i veicoli utilizzati dal soggetto. L’alcolock, impedendo l’avviamento del motore in presenza di un tasso alcolemico superiore al limite consentito, rappresenta così un efficace strumento di prevenzione volto a tutelare la sicurezza sia del conducente sia di tutti gli utenti della strada.
Questo commento è stato nascosto automaticamente. Vuoi comunque leggerlo?