In California, la rivoluzione elettrica sembra avanzare inesorabile, trasformando radicalmente il panorama della mobilità nello stato che ha dato i natali a colossi come Tesla e Rivian. Un cambiamento silenzioso ma profondo sta ridisegnando l'infrastruttura energetica: le colonnine di ricarica per veicoli elettrici hanno superato numericamente i distributori di benzina tradizionali. Questo sorprendente sviluppo rappresenta un punto di svolta significativo nella transizione verso una mobilità più sostenibile, in una regione che ha sempre fatto da apripista nell'adozione di tecnologie innovative e politiche ambientali ambiziose.
Secondo i dati diffusi dall'ufficio del governatore Gavin Newsom, la California ospita oggi circa 178.000 punti di ricarica per veicoli elettrici, tra pubblici e privati condivisi. Un numero che supera del 48% le circa 120.000 pompe di benzina presenti nello stato, come stimato dalla California Energy Commission (CEC). Questo sorpasso non è avvenuto per caso, ma è il risultato di politiche mirate e investimenti strategici che hanno accompagnato la crescente domanda di auto elettriche.
Occorre precisare che la maggioranza dei punti di ricarica disponibili - ben 162.000 - sono di tipo Level 2, relativamente più lenti rispetto ai 17.000 caricatori rapidi DC. Questi ultimi rappresentano l'equivalente più vicino alle stazioni di servizio tradizionali nel mondo della mobilità elettrica.
La crescita dell'infrastruttura di ricarica ha seguito una curva esponenziale negli ultimi anni. I grafici forniti dallo stato mostrano come il numero di colonnine disponibili sia quasi raddoppiato solo nel 2024. Una tendenza che rispecchia l'andamento delle vendite di veicoli elettrici, che hanno rappresentato circa un quarto di tutte le nuove immatricolazioni in California lo scorso anno, nonostante un recente rallentamento del tasso di crescita.
La trasformazione infrastrutturale procede di pari passo con investimenti significativi. Lo stato ha pianificato un programma di 1,4 miliardi di dollari per espandere ulteriormente l'accesso alla ricarica elettrica e all'idrogeno. Parallelamente, si stanno implementando misure per migliorare l'affidabilità dei caricatori e accelerare i processi di autorizzazione per l'installazione di nuove colonnine.
"Mentre il governo federale sta cercando di rendere più difficile ricaricare la vostra auto elettrica, la California sta facendo l'opposto", ha dichiarato il governatore Newsom in un comunicato, riferendosi direttamente agli sforzi dell'amministrazione Trump per definanziare i progetti di ricarica pubblica precedentemente approvati dal Congresso e porre fine ai crediti d'imposta per i veicoli elettrici.
Gli ambiziosi obiettivi della California prevedono che entro il 2030 il 68% di tutte le nuove auto vendute siano a zero emissioni, e che entro il 2035 la vendita di auto a benzina sia completamente vietata. Questi target potrebbero però essere contestati legalmente dall'amministrazione Trump, insieme alla storica capacità della California di stabilire norme sulle emissioni più severe rispetto agli standard federali - regole che circa una dozzina di altri stati hanno scelto di seguire.
Al di là delle considerazioni ambientali, c'è un fattore economico che non può essere ignorato: il prezzo della benzina in California è tra i più alti degli Stati Uniti, raggiungendo in alcuni casi i 4,65 dollari per gallone (circa 1,23 dollari al litro). Un costo che rende l'opzione elettrica ancora più attraente per molti californiani, consolidando una tendenza che sembra destinata a proseguire, nonostante le possibili battute d'arresto a livello federale.
La California dimostra come una transizione energetica sia possibile quando politiche pubbliche, investimenti e comportamenti dei consumatori si allineano verso un obiettivo comune. La strada verso una mobilità completamente sostenibile è ancora lunga, ma il sorpasso delle colonnine elettriche sui distributori tradizionali rappresenta un simbolo potente di un cambiamento ormai in atto.