Vignettatura
È la caduta di luce ai bordi che si verifica in maniera evidente a tutta apertura soprattutto negli obiettivi molto luminosi e che anche in questo caso può essere corretta in camera nelle macchine predisposte. Chiaramente visibile ad occhio, si può valutare fotografando una superficie luminosa uniforme:
...e si misura in EV.
Distorsione
La forma di distorsione più comunemente considerata è quella geometrica, che crea un incurvamento delle linee trasversali dell'immagine dovuto alla differente distanza dei raggi di luce dal punto focalizzante. Quella a cuscinetto è la curvatura delle linee trasversali verso il centro, mente quella a barilotto è la distorsione delle linee trasversali verso l'esterno del fotogramma.
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La distorsione può ovviamente essere misurata secondo una formula ben precisa e si esprime in percentuale; ovviamente più è bassa, meglio è. Gli obiettivi macro presentano una distorsione pressoché nulla.
Coma
Il coma è una forma di distorsione causata dal fatto che i raggi di luce extra-assiali vengono focalizzati su differenti piani: questo crea sulla fotografia degli anelli luminosi che tendono in parte a sovrapporsi creando di conseguenza un artefatto luminoso che ricorda alla lontana la coda di una cometa, da cui il termine coma.
Se l'obiettivo non è corretto da questo punto di vista, il coma potrà essere visibile fotografando punti luce al buio (ad esempio, delle stelle, ma anche lampioni o luci sferiche), dove si vedrà che quelli nella parte più esterna del fotogramma tendono ad assumere una forma di cometa al posto che rimanere tondi.
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Il coma tende molto a diminuire chiudendo il diaframma, sino quasi a scomparire.
Bokeh
Con il termine bokeh (derivato dal vocabolo giapponese "boke", che significa sfocatura) s'intende la resa delle aree fuori fuoco dell'immagine. Non si tratta di una forma di distorsione, o di un difetto di un obiettivo, ma di un fattore che contribuisce alla piacevolezza dell'immagine restituita. La resa delle aree fuori fuoco è differente secondo che si trovino in fronte o dietro il punto di messa a fuoco e dipende dal grado di accuratezza della superficie con cui è realizzata la lente e dal numero/tipo di lamelle adottate nel diaframma.
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Riflessi
Gli obiettivi sono costituiti da un certo numero di lenti, disposte in maniera isolata o in gruppi.
Spesso accade che alcuni raggi di luce entrino nell'obiettivo ed invece di raggiungere direttamente la lente posteriore, e quindi il sensore, si riflettano su queste lenti interne più volte, formando il cosìdetto flare. Questo fenomeno è più probabile quando nell'inquadratura sono presenti fonti di luce frontali molto forti (l'esempio tipico è quello del sole) oppure la luce penetra lateralmente rispetto al sensore. La foto perde così di contrasto e si formano delle macchie luminose di diverse forme o strisce. Ovviamente il flare è più probabile in obiettivi che hanno molte lenti e dipende dall'efficacia, o meno, dello strato anti-riflesso.
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L'aspetto più fastidioso del flare è in realtà la perdita di contrasto, poiché le macchie luminose che si formano sono un effetto spesso cercato o volutamente ricreato in fase di post-produzione con appositi filtri.