Tempi e movimento
La figura qui sotto mostra una tipica scala dei tempi, con evidenziati i valori centrali (da 1 secondo a 1/1000 di secondo) comuni a pressoché tutte le fotocamere - comprese le compatte più economiche. La reale estensione di questa scala dipende dal modello di fotocamera in uso; tipicamente, comunque, l'estensione di questa scala non è un fattore critico per il fotografo, che raramente si troverà a scattare con tempi più lunghi di 1/60 sec o più brevi di 1/1000 sec.
Si noti che i tempi sono sempre (circa) l'uno il doppio dell'altro; al raddoppio del tempo di posa a parità di apertura del diaframma corrisponde ovviamente un raddoppio o della quantità di luce che raggiunge il sensore, e viceversa.
Ogni passo su questa scala viene in gergo definito "stop". La maggior parte delle fotocamere consente di effettuare anche passi intermedi, di 1/2 stop o di 1/3 stop, a seconda del modello e delle impostazioni scelte dall'utente. A tempi lunghi, valori a sinistra della scala, corrisponderà evidentemente un maggior quantitativo di luce.
Ma il tempo di posa è anche legato al concetto di movimento del soggetto: è infatti evidente che, scattando a soggetti non immobili con un tempo lungo, l'immagine risulterà mossa. Nella maggior parte dei casi il movimento del soggetto è indesiderabile e il fotografo cercherà di eliminarlo, scegliendo un tempo sufficientemente breve da "congelare" la scena.
1/8 sec.
1/15 sec.
1/60 sec.
1/250 sec.
1/1000 sec.
A titolo indicativo, possiamo dire che un tempo di scatto di 1/125 sec. (o più breve) è sufficiente per riprendere senza movimenti indesiderati persone in posa, situazione classica da ritratto. Con tempi di 1/250 o 1/500 sec. si possono riprendere senza pericolo di mosso soggetti in movimento anche rapido, quali possono essere un bambino che gioca o lo sportivo impegnato in azione. Tempi ancora più rapidi, dal 1/1000 sec. in poi, si rendono necessari solo per soggetti critici quali auto in corsa.