Il governo tedesco ha votato una legge, di cui si parlava già a marzo, che se approvata dal parlamento obbligherà Google a pagare giornali e riviste per la pubblicazione dei loro news online, e lo stesso vale per altri motori di ricerca e aggregatori. I rappresentanti tedeschi dell'azienda hanno subito parlato di "giorno nero per la rete".
Qualcuno ricorderà come in Italia e in Francia si sia affrontata la stessa questione non molto tempo fa: Google legge i contenuti dei vari siti e ne pubblica una parte nella SERP (la pagina con i risultati di una ricerca, Search Engine Result Page) o in Google News. Cliccandoci si arriva alla fonte originale dell'articolo.

Un nostro recente articolo, mostrato nella SERP di Google
Per i legislatori tedeschi però si tratta di pirateria, e come tale va trattata. Secondo Anja Pasquaiy, portavoce della federazione, "i motori di ricerca stanno piratando dei contenuti, e non chiedono nemmeno, li prendono e basta". Questo il principio che ha mosso la nascita di questa nuova legge.
Gli editori si trovano in una posizione controversa ma hanno espresso soddisfazione per la proposta di legge; molti sono quelli secondo cui Google "ruba" il loro lavoro, e quindi dovrebbe condividere gli introiti pubblicitari generati.
Se il parlamento di Berlino dovesse approvare la proposta, Google potrebbe avere un bel grattacapo di fronte a sé, ma vi sono molte forze pronte a opporsi, a partire dai Verdi e dal Partito Pirata. Difficile dire come andrà a finire, ma è improbabile che Google dovrà effettivamente pagare i diritti agli editori tedeschi. Probabilmente, com'è accaduto altrove (Italia compresa), fornirà agli editori strumenti più precisi per controllare cosa viene pubblicato dal motore di ricerca e dove.
Vale la pena sottolineare infine che questa vicenda non è limitata all'editoria. Il quadro generale è quello di vecchi modelli economici, vecchie ricchezze e poteri che lottano per preservare lo status quo di fronte ai cambiamenti profondi e devastanti della Rete. Gli sforzi per proteggere giornali e riviste non sono per nulla diversi da quelli per difendere film e musica, mossi dal rifiuto generale di nuovi modelli di mercato o, in ultima analisi, dalla paura.

Commenti dei lettori (41)
veramente? chissà come mai
comunque sia mi sembra un pò una cavolata di legge. Google pubblica solo i titoli e al massimo dei trafiletti ma quando si clicca rimanda al sito ufficiale della testata giornalistica. E' solamente un modo per conciliare in una sola pagina tutti i titoli delle testate giornalistiche.
Un utente che vuole leggersi il giornale non visita i siti di 3 giornali diversi, con questo sistema invece può farlo.
Se questa è pirateria allora anche un sito che rimanda a un altro sito deve pagare.. bha
Ma i giornali a rinnovarsi non ci pensano?
ah, ma poi è abuso di posizione dominante.. certo.. che paraculi.
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